Critica della ragion ROZA
Durante l'estate del 2020 ebbi la malaugurata idea di rigiocare uno dei miei giochi Pokémon preferiti di sempre: Zaffiro Alpha. Era bello come lo ricordavo, però... una cosa nello specifico mi irritò TANTISSIMO.
Giocando tutti i vari giochi di questa serie, è facile notare come nelle trame si ripetano diversi elementi. Un elemento particolarmente vincente della struttura di RBGV, ad esempio, è il rivale. Blu è ingegnerizzato per starti potentemente sui coglioni, ma non al punto da odiarlo. Ti stuzzica, ti punzecchia, ti sfotte, ti fa rosicare. È come se avessi un migliore amico che però è Juventino e ti aspetta ogni cazzo di lunedì mattina davanti scuola, con la gazzetta in mano, pronto a prenderti per il culo. Però... è sempre il tuo migliore amico! Infatti, Blu non è mai cattivo. È solo un gran pirla, ma gli vuoi bene. E quando finalmente, a fine gioco, gli fai un culo così, la soddisfazione raggiunge livelli da poema omerico. Tiè, pezzodemmerda. Torna ad allenare i rattata livello uno! Blu è una masterclass di come si scrive un rivale.
Il problema, poi, è il come abbiano evoluto questo ruolo. Ad esempio, Argento è figlio del suo tempo: emo, edgy ma che piano piano ha il suo arco di redenzione. Brandon/Vera si arrende a metà strada rosicando a morte (poi sostituito da Lino in un maxi twistone di trama, che però risulta comunque maffo). Barry è effettivamente il tuo migliore amico cacacazzi (però la rivalità è di nuovo troppo amichevole, anche se è comunque un passo avanti rispetto al rivale di Rubino e Zaffiro). In quinta generazione, invece, i "rivali" sono in realtà personaggi con storie più complesse e percorsi propri; non li ho visti come rivali manco per un secondo (a parte Toni in BN2, forse).
Il problema gigante, per me, è la sesta generazione. Già in XY il vostro protagonista mandava il rivale (Calem/Serena) dritto dallo psicoterapeuta, il che fece male al cuore ad una me quasi trentenne. Seriamente, se non ve lo ricordate, rigiocatelo: vedere la spirale discendente del rivale mi fece pensare "hey, è davvero, DAVVERO necessario?". Non è nulla di scioccante, ma ci rimani davvero male per lui/lei! Siccome quelli Pokémon sono giochi paraculissimi che cercano di non pestare merde in alcun modo con le loro trame, mi fa davvero strano vedere una scelta del genere. Questi giochi sono prevalentemente rivolti ai bambini, e un conto è assestare l'ultimo, letalissimo calcio nel culo a un rivale rosicone dandogli una lezione, un altro conto è... umiliare una persona al punto da farla sentire una fallita. Qual è la morale? Se c'è, è brutta davvero eh...
Ed eccoci così tornati a ROZA, remake di Rubino e Zaffiro, in cui abbiamo di nuovo i vecchi rivali ovviamente, con qualche ritocchino (molto buono tra l'altro) alla loro narrazione, ma... questo "tema" dell'umiliazione ritorna, ed in modo ancora più fastidioso per me. Quelli che umiliamo, stavolta, non sono tanto i rivali, in questo gioco, ma... due giovani adulti: Rocco e Lyris.
Rocco ha 25 anni, figlio di un CEO (e futuro erede di una grande azienda, PENSALO STEVEN ZHANG-non per niente si chiama pure Steven in Inglese, profetico), e sa che un giorno dovrà seguire le orme di suo padre, anche se in realtà le sue passioni sono i Pokémon (non per niente è il Campione di Hoenn) e la geologia (passione ereditata dal suo stesso papà). In diversi materiali collaterali, tra cui Pokémon Masters (sì, ok, non è canon), viene tra l'altro esplicitamente mostrato che non è manco ancora davvero sicuro di "cosa voglia fare da grande". Lyris, invece, dovrebbe avere tipo 18-19 anni, ed ha una storia abbastanza tragica: fa parte del misterioso clan dei Draconidi, allenatori del tipo drago che vivono nelle Cascate Meteora, ed è stata costretta ad assumere il ruolo di "prescelta" dopo la morte della sua mentore, Syril, che era la VERA prescelta. Ma cosa significa essere prescelti? Beh, normalmente un cazzo, tranne quella sfigatissima volta ogni mille anni precisi in cui, ad Hoenn, avviene una crisi. Nel caso specifico di ROZA, si tratta di una meteora grande abbastanza da distruggere completamente il pianeta, e la missione di Lyris è quella di accumulare sette pietrechiavi (sì, è una citazione alle sfere del drago di Dragonball), evocare Rayquaza dalla sommità della Torre dei Cieli, insegnargli Ascesa del Drago con un papiro segreto custodito dal clan, cavalcarlo nello spazio e distruggere la meteora con il suo aiuto. Aggiungo che, anche se la trama non lo esplicita (sempre perchè ommioddioibambini), la missione è al 100% suicida: Rayquaza è ammantato da uno strato di puro Ozono, che non è esattamente il gas che ci permette di respirare.
Fatte queste premesse, cosa succede nell'Episodio Delta (l'epilogo di ROZA)? Il Centro Spaziale di Verdeazzupoli scopre di questa meteora enorme che sta per distruggere il mondo (e sì, inutile girarci intorno, è la trama di Armageddon copiata pari pari), e Rocco e suo padre, per salvare il pianeta, decidono di sfruttare le conoscenze ottenute studiando il Pokèmon Mitico Hoopa per creare un marchingegno chiamato "Cavo Link", che viene sparato nello spazio, alimentato con la controversa Energia Devon (non ricordo come venisse chiamata in XY invece), e che avrebbe lo scopo di catapultare la meteora in un'altra dimensione. Lyris distrugge il telecomando che dovrebbe azionarlo, indignandosi sia nei confronti dell'uso dell'Energia Devon (non sto qui ad approfondire il perché, ci vorrebbe un articolo intero per discuterla), sia l'idea di distruggere il mondo di un'altra dimensione per proteggere la propria. Così, il protagonista si ritrova costretto a seguire lei e il suo piano, mentre quel povero cristo di Rocco rimane al Centro Spaziale a raccogliere i pezzi e cercare di salvare il salvabile.
Lyris, però, fallisce: non è lei la vera prescelta, ha soltanto acquisito questo ruolo gioco-forza. Quindi, dopo aver elegantemente rubato le sette pietre che le servivano ed aver invocato Rayquaza, si vede rifiutata dallo stesso. Ogni speranza sembra perduta. Ed è qui che la trama droppa il merdone.
Rayquaza decide di obbedire al protagonista. Questo fa di lui/lei il... prescelto dei Draconidi. Sì, viene detto proprio nei dialoghi. Ma che cazz? Non facciamo manco parte di quel clan, anzi, non veniamo manco da Hoenn! Il protagonista è di Johto... e già qui ho alzato gli occhi al cielo.
Poi, in questa sottotrama il cui tema-in teoria-è lo scontro tra tecnologia e tradizione, il protagonista che, voglio ricordarlo, HA DODICI ANNI, riesce nella mirabolante impresa di trovare un connubio tra le due soluzioni: seguire la profezia dei Draconidi sì, ma morire? Col cazzo, se ho a disposizione una tuta multifunzione fatta da un fuggitivo della Devon con la loro tecnologia. Le due cose possono benissimo funzionare insieme! E così, salviamo il mondo.
Fin qui, andrebbe ancora bene: è pure normale che il protagonista sia sempre il prescelto in questi giochi, ma nelle scene successive a quella (ultramegafighissima) in cui cavalchiamo Rayquaza, spacchiamo la meteora e facciamo il culo a Deoxys, succede questo: sia Lyris, che Rocco (che sono scritti chiaramente per essere personaggi specchio l'uno dell'altro) ci lasciano una lettera: entrambi ci dicono, in poche parole, che NON SANNO PIÚ COSA FARSENE DELLA LORO VITA. Che cercheranno un nuovo inizio, ma non sanno nemmeno bene da dove ripartire.
...questo epilogo dell'epilogo mi ha lasciato qualcosa di più di un semplice amaro in bocca. Voglio dire... era davvero necessario? Lyris e Rocco non sono due personaggi malvagi che andavano rimessi al loro posto dal giovane protagonista dal cuore puro, il che avrebbe potuto ovviamente giustificare questa scelta narrativa. Al contrario, sono due giovani adulti completamente strozzati da responsabilità molto più grandi di loro, che fanno fatica a gestire una situazione difficilissima (cazzo, la letterale fine del mondo), e che sono costretti a prendere decisioni dalla moralità grigia pur di arrivare al loro necessario, disperato obiettivo. Non capisco davvero quale sia il messaggio o la morale nel vederli umiliati da un protagonista bambino.
L'unico modo di salvare questo disastro narrativo, secondo me, sarebbe stato quello di sottolineare in modo più chiaro come sia l'uno che l'altra siano incatenati da qualcosa, e che il protagonista giunga con la sua soluzione a liberarli dalle loro "catene". Ma, per fare questo e quindi girare in positivo questa scelta di trama, si sarebbe dovuto scrivere l'Episodio Delta in modo molto più raffinato. Un'alternativa ancora più semplice sarebbe stata rendere Lyris e Rocco partecipi attivamente dell'impresa del protagonista, senza assoggettarli a questa strana umiliazione di cui ancora mi chiedo le ragioni, la morale e lo scopo.
E no, Ohmori (o chi per te sia responsabile di questo pezzo di trama), riprendere questo stesso topos con Riben in Scarlatto e Violetto ma facendone una rottura della quarta parete non risolve il problema. Rendere il protagonista un prescelto in modo irritante non è scrittura brillante. Ci sono tanti modi per rendere la cosa, non è necessario nè bello vedere personaggi positivi come appunto Calem/Serena, Riben, Rocco, Lyris, Hop e altri completamente avviliti dall'esistenza di un moccioso trascendentale. Siamo sempre prescelti nei giochi Pokémon, almeno scriviamolo in un modo che non faccia stuccare la minchia, please.
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